Voluto dal Duca Vittorio Amedeo II, l’attuale Palazzo dell’Università di Torino fu iniziato nel 1712 nell’isolato di Sant’Elena. Il progetto originale di Michelangelo Garove, caratterizzato da un cortile con loggiati e colonne slanciate, fu poi supervisionato e modificato da architetti come Ricca e Filippo Juvarra, con la direzione di Antonio Bertola. L’edificio venne inaugurato per l’attività didattica nel 1720, distinguendosi subito per una qualità scenografica che lo rese meta fissa di eruditi e viaggiatori europei.
Nel corso del XVIII secolo, la carenza di spazi portò all’allestimento di laboratori scientifici e dei primi cinque musei accademici. Il cortile d’onore fu arricchito da un vasto patrimonio scultoreo, tra cui il lapidario maffeiano e i busti di illustri studiosi (come Lagrange ed Erasmo da Rotterdam).

Nonostante i danni subiti nel XX secolo — a causa di un incendio nel 1904 e dei bombardamenti del 1942 che distrussero lo scalone dell’Aula Magna — il palazzo ha mantenuto il suo valore storico e monumentale.

Oggi, dopo il trasferimento delle facoltà in altre sedi, l’edificio ospita il Rettorato, uffici amministrativi e l’Archivio Storico. Recenti restauri hanno ripristinato le cromie settecentesche e valorizzato gli spazi comuni, trasformando il cortile in un centro per eventi culturali e sociali, nonché in una tappa fondamentale per il turismo cittadino.